di Daniele Guastini

Estetica e modernità. Sulle radici medievali dell'arte

Estetica e modernità. Sulle radici medievali dell'arte

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Questo libro vuole rovesciare il luogo comune secondo il quale l'estetica come filosofia dell'arte e della sensibilità si è formata grazie alla presa di distanza della cultura moderna dalla fede religiosa. In parte è così, e i suoi natali illuministici stanno a testimoniarlo. Ma la separazione tra arte e religione è stata un processo complesso e spesso conflittuale. Ben più remoti ascendenti, quelli che alla fine del Medioevo hanno visto la fede religiosa assumere una tonalità man mano più emotiva e meno speculativa, lasciano infatti intravedere altro: e cioè punti di contatto e di scambio tra una fede sempre più «umanistica» e i concetti che è andato elaborando il pensiero estetico, come immaginazione, genio, sentimento. Il nuovo volto dell'arte si modella quindi sulla fede da cui pure intende liberarsi. Da Giotto e Dante fino al Barocco, passando per i grandi protagonisti dell'arte figurativa e della teoria poetica quattro-cinquecentesche, da Piero della Francesca a Leonardo e Raffaello, da Alberti e Vasari a Bembo e Castiglione, il libro mostra come questa trasformazione della sensibilità abbia accompagnato i mutamenti che condurranno alla modernità. Che viene qui riletta non come semplice esito di un progresso, ma come l'effetto di una crisi del pensiero, una frattura feconda in grado di aprire a nuove possibilità.
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Editore Il Mulino
EAN 9788815395078
Lingue Italiano
Pagine 416
Data di uscita 23/01/2026

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