Questo dialogo venne composto dopo il 387 a.C. e si può considerare l’epilogo della trilogia drammaturgica socratica che si apre con l’Apologia e prosegue con il Critone. Prendendo come spunto l’ultima giornata di vita di Socrate, il dialogo si svolge in una cella del carcere di Atene, nella primavera del 399 a.C., e insieme al problema dell’immortalità dell’anima affronta altri due grandi temi: quello metafisico della teoria delle Idee, che della dottrina dell’immortalità costituisce il fondamento ontologico, e quello dei valori etici supremi e dell’autentica vita morale. Opera fondamentale del pensiero occidentale, scritta poco dopo la fondazione dell’Accademia, il Fedone di Platone è tra i pochi scritti che trascendono non solo la storia spirituale del proprio autore, ma perfino la propria epoca. Attraverso le parole del maestro Socrate, fonda, giustifica e indaga il concetto di “anima”, intesa come capacità di intendere e di volere, vera e propria natura dell’uomo. È un concetto epocale, in quanto dalla sua accettazione o negazione dipende il senso che l’uomo è disposto a dare a se stesso e alla propria esistenza.