Amalgama di passioni, tensioni, colori violenti, profumi intensi e odori persistenti: questa
è la città di Barranquilla, nel Caribe colombiano, sul limitare degli anni cinquanta. Ma è anche rigore, conservatorismo, repressione e tentativo continuo di arginare le pulsioni e i desideri più proibiti di chi, per ventura o per necessità,
si trova ad abitarvi. Tra serate al Country Club
e gite a Puerto Colombia, cocktail al tramonto
e giornate in barca, i membri della buona e cattiva società di Barranquilla si conoscono, si studiano,
si desiderano o si disprezzano: si vogliono
o si aggrediscono. Ed è a questa voluttà che
cova continuamente sotto le braci della violenza che ripensa Lina, testimone compartecipe
di innumerevoli vicende, da molti anni emigrata a Parigi. Rievocando gli aneddoti e i destini intrecciati della sua gioventù, Lina rivede le mogli, le madri, le amanti e le figlie dell’aristocrazia coloniale e della borghesia in ascesa, ma anche
le serve e le lavoratrici delle case di piacere.
Al centro della sua narrazione si stagliano tre figure di amiche e coetanee: Dora, sensuale
e incosciente; Catalina, acuta e bellissima;
Beatriz, intransigente e rigorosa.
Tre diverse incarnazioni del femminile: vittime
del patriarcato finemente intessuto nella trama sociale di Barranquilla, ma anche eroine, tragiche
o vittoriose, ciascuna della propria storia.
Fragili, ribelli, contraddittorie, sempre oscillanti tra il più grande piacere e il dolore più profondo, le protagoniste del romanzo-mondo di Marvel Moreno, vero e proprio capolavoro della letteratura
colombiana, mettono a processo, sotto lo sguardo poetico e lucido di Lina, le ragioni e le pulsioni che muovono non solo la società, ma l’universo intero.