Quando hai un guasto nel cuore puoi fare due
cose: cercare di fuggire per non vederlo oppure
passare la vita a ripararlo. È così anche per
Vittorio, detto Vic, che da bambino si è
macchiato di una colpa per la quale non riesce
a perdonarsi. Da adulto è diventato sfuggente,
vive in un bizzarro camper sulla riva del Ticino
e di mestiere aggiusta biciclette.
Di giorno nella sua ciclofficina è l’uomo più
metodico del mondo, capace di far tornare come
nuovi anche i telai più malconci. Di sera inforca
la bici e fugge: dalle responsabilità, dall’amore
e da suo fratello Filippo. Perché Filippo invece
è uno che non scappa, uno che sa stare dentro
la vita con la naturalezza dolce e un po’ svagata
di chi non si fa troppe domande; Filippo ha
la sindrome di Down ed è con lui che Vic,
da sempre, non riesce a fare i conti. Poi,
all’improvviso, tutto cambia. Nella vita di Vic
arriva Chiara, che è capace di stargli vicino senza
farlo sentire in trappola, di fargli immaginare
il futuro senza che il passato torni a tormentarlo.
Ma proprio quando un nuovo equilibrio sembra
possibile entrambi si trovano di fronte a una
curva della vita: una di quelle in cui bisogna
avere il coraggio di non frenare, se no si cade.
Inizia per Vic un lungo viaggio, che lo porterà
ad affrontare tutti i suoi fantasmi, a conoscere
veramente quel fratello misterioso, a scoprire
che per la manutenzione dell’amore il manuale
d’officina bisogna scriverselo da soli, giorno
dopo giorno.
Con una scrittura lucida e puntuale, percorsa
da una salvifica ironia, Andrea Genzone ci regala
un protagonista indimenticabile e un romanzo
di formazione on the road pieno di tenerezza.
Un libro che ci costringe a chiederci se la vera
libertà non coincida, in fondo, con il coraggio
di restare