Yeongju ha fatto tutto quello che ci si aspettava
da lei: andare all’università, sposare un
brav’uomo e trovare un impiego rispettabile.
Ed è andata avanti così per molti anni… ma
quando ha cominciato a svegliarsi con il terrore
di recarsi in ufficio, ha capito che c’era
qualcosa che non andava. Si chiama “sindrome
da burnout” e travolge le persone portandole
al limite. Esaurita dallo stress e da un
matrimonio insoddisfacente, Yeongju decide
allora di abbandonare tutto per realizzare il
suo sogno più grande, quello di aprire una
libreria.
“Hyu” in coreano vuol dire “riposo”, quindi
non può che essere un segno del destino
l’aver trovato un fondo nel quartiere di Hyunam-
dong. Scaffale dopo scaffale, volume
dopo volume, Yeongju avvia la sua nuova attività
creando un luogo caldo e accogliente,
dove i suoi clienti possano rifugiarsi. Ognuno
con le proprie delusioni e i propri problemi.
C’è Minjun, il barista che cerca di dare senso
alle sue giornate; Jeongseo che usa il lavoro
a maglia per sfogare la rabbia; Mincheol, un
giovane pieno di dubbi e domande sul suo
futuro; e infine Seungu, blogger e scrittore,
che sembra avere un interesse particolare nei
confronti della bella proprietaria.
Gestire una libreria non è però così semplice,
e tra presentazioni, contenuti per i social e
quotidiana amministrazione, il rischio è quello
di perdere nuovamente l’equilibrio e farsi
sopraffare, perciò è importante non perdere
di vista l’obbiettivo: diventare una persona
migliore.
Un romanzo potente e curatissimo, in cui
niente è lasciato al caso. Un balsamo per la
vita di tutti i giorni.