l fischio del transatlantico Regina Margherita,
il cuore di Serafina si spezza: è il 14 aprile
del 1906 e lei sta abbandonando l’Italia senza
sapere quando potrà farvi ritorno. Suo padre,
tuttavia, non le ha lasciato scelta: si è trasferito
stabilmente a Valparaíso, in Cile, e ha
preteso che lei lo raggiungesse. La scia bianca
della nave sembra inghiottire la vita di prima:
le strade di Bari, l’atelier
dell’amatissimo
zio Luigi e, soprattutto, il ricordo bruciante
della madre Marisa, donna emancipata da cui
lei ha ereditato la tenacia e la passione per la
bicicletta, fatto inaccettabile per una donna
dell’epoca. Sebbene Marisa abbia perso la vita
sette anni prima proprio a causa di un incidente
in sella, Serafina non può fare a meno
di sentirsi attratta dalle due ruote, emblema
di libertà e di indipendenza.
La traversata verso il Cile è un’avventura eccezionale,
fra l’immensità dell’Oceano e le storie
di uomini e donne che hanno scelto di cambiare
il proprio destino. Sulla nave, Serafina fa
la conoscenza di Gustavo, seduttore impenitente,
e si scontra con l’ombroso e affascinante
Alberto Evans, medico di bordo. Finalmente,
scorge all’orizzonte
il Nuovo Mondo. Valparaíso
è una città vibrante e cosmopolita, che le
suscita un’istintiva
diffidenza. Non sa ancora
che sarà proprio la bicicletta di sua madre, in
modo del tutto inaspettato, a darle la spinta
verso un futuro denso di incognite, ma anche
di promesse, di occasioni e di vita.
Un appassionato romanzo storico e di formazione,
una suggestiva storia di rivalsa, un personaggio
che, con la sua vivacità e determinazione,
resterà a lungo nel cuore dei lettori.