Sul finire del Cinquecento, Michelangelo Merisi
non è ancora Caravaggio. È un giovane pittore inquieto,
cresciuto nella Milano devastata dalla peste,
dove la miseria, la violenza e la fame governano
ogni destino. Vive ai margini con Chiara, che ama
ferocemente e che è la cortigiana di un potente nobile,
e con la sorella di lei, Sara, finché una tragedia
ingiusta e brutale spezza per sempre quel fragile
equilibrio. La morte di Sara porta Chiara a implorare
la fine e Michelangelo al gesto più atroce e pietoso:
ucciderla. Da quel momento è un fuggiasco,
braccato dalla giustizia e dai propri fantasmi.
Durante la fuga incontra Marco Di Sciarra, leggendario
brigante “filosofo”, che ruba ai ricchi per aiutare
i poveri. È lui a spingerlo verso Roma, capitale
di splendore e corruzione, violenza e piacere, e a
convincerlo che la sua unica salvezza è la pittura.
A Roma, povero e tormentato, Michelangelo si
muove tra osterie, botteghe e bassifondi insieme a
un gruppo di giovani artisti destinati a lasciare il
segno: Minniti, Longhi, Gentileschi, Grammatica.
Affamati, emarginati e decisi a prendersi ciò che il
mondo continua a negare loro, fondano una banda
criminale. Il loro motto è una sfida al destino: Nec
spe, nec metu. Senza speranza, senza paura.
Un grande romanzo storico che racconta la nascita
di Caravaggio: il genio capace di trasformare
luci e ombre, assoluzioni e colpe destinandole a
un’arte immortale.