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Libri e tintarella: titoli da leggere al sole

Le giornate si allungano, pian piano salgono le temperature. È tempo di prendersi una pausa e sdraiarsi al sole: sì, ma in compagnia di un buon libro! Ecco quindi una selezione di titoli che, proprio a un passo dall’estate, si prestano a una lettura piacevole e divengono, per noi instancabili cacciatori di storie, un antidoto speciale contro la noia e la frenesia, andando a riempire quel tempo “vuoto” che (per fortuna) ogni tanto concediamo a noi stessi.

 

La figlia preferita di Morgan Dick: un riuscitissimo romanzo d’esordio, una commedia nera che racconta l’incontro tra Mickey e Arlo, due sorellastre sconosciute l’una all’altra che non hanno assolutamente nulla in comune eccetto il padre. Cresciute in modi diversi e amate in modi opposti dall’uomo, poco dopo la sua morte le due si trovano a dover fare i conti con il proprio passato e con l’eredità di un genitore tanto odiabile quanto, per entrambe, importante. Mickey, abbandonata sin da bambina e dal temperamento autodistruttivo, si scopre essere a sorpresa l’unica destinataria del patrimonio del defunto, che ha lasciato ad Arlo, da sempre invece figlia impeccabile e “cocca di papà”, il mero compito di accogliere la ragazza nel suo studio e accompagnarla, senza conoscerne l’identità, in un percorso di psicoterapia vincolante l’erogazione dei soldi. Con un stile frizzante e ironico, Dick ci lascia intraprendere così un viaggio straordinario, in un equilibrio costante tra riso e pianto, sviscerando un ampio spettro di disfunzionalità familiari, ma anche delineando la possibilità autentica di una redenzione comune, attraverso uno sguardo umano e capace di cogliere in ciascuno luci e ombre.

 

2.     Diffidare delle cucine pulite di Elisa Del Mese: ogni storia d’amore è grande a modo suo. Da una scatola a cui i protagonisti hanno affidato il loro “archivio per la vecchiaia”, comincia il racconto a ritroso della relazione tra Beatrice e Bernardo, filtrata e misurata dai ricordi frammentati di lei, ancora coinvolta e decisa quindi a scavare a fondo in un rapporto difficile, da tempo finito, eppure coinvolgente al punto tale da restare ineguagliato. Di trent’anni più giovane, Beatrice si interroga sui motivi della rottura, guarda alle sue paure e affronta la durezza narcisistica dell’uomo che ha amato e che, tutto d’un tratto, è andato via senza mai spiegarsi né voltarsi. È una storia intima, che però parla di un sentire universale e di una sensazione diffusa di impreparazione rispetto al dolore e agli addii, fino ad un epilogo che lascia affiorare con dolcezza una verità semplice e aspra insieme: l’amore è eterno quando e se riusciamo ad accettare che non lo sia.

 

      La scatola delle lacrime di Han Kang: una fiaba breve, poetica, sul valore di una sensibilità talvolta apparentemente insensata o giudicata eccessiva, che può far piangere di fronte all’immagine di un’alba rosa, al suono delicato di una melodia, e che, tuttavia, ci insegna ad abitare la propria vita a difesa di una fragilità che è un dono, di una lacrima che rimane pura nonostante la caduta, la sofferenza, lo sporco. Nel suo ultimo libro, Kang consegna alla pagina un’altra delle sue potenti visioni, raccontando dell’arrivo in un villaggio di un mercante di lacrime alla ricerca di quella più cristallina di tutte –  «che scende per nessuna ragione in particolare, e per tutte le ragioni del mondo» –  e di Lacrimona, la bambina dagli occhi neri, che sembrerebbe custodirla, ignara di quanto possa rivelarsi preziosa per sé e per gli altri.

 

4.     Il tempo dei semplici di Luigi Nacci: i genitori invecchiano, si sa, ma di rado qualcuno è mai riuscito a raccontare l’avanzare della loro età con la stessa tenerezza, intrisa di viscerale affetto e malinconia, rintracciabile tra le pagine dell’ultimo romanzo di Nacci. In una Trieste periferica, un figlio ormai adulto osserva i suoi genitori a poco a poco sfiorire e, al contempo, descrive la tenacia con la quale continuano a splendere, maestri di una conoscenza antica, e custodi di un tesoro irriducibile, che sfugge ai più giovani e va, proprio per questo, a tutti i costi preservato. È l’epopea quotidiana di due persone semplici, un atto d’amore propedeutico al momento dell’addio che non coincide esclusivamente con la morte, bensì con il riconoscimento e l’accettazione di qualcosa che non torna, a cui dobbiamo tutto.

 

5.     L’estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniel: ci sono estati volte a cambiare definitivamente un destino, indimenticabili e capaci di farsi sentire sulla pelle in eterno. Il primo romanzo di Tiffany McDaniel è una storia lirica e struggente, che seduce il lettore e che, soprattutto, apre a una riflessione profonda sul confine labile tra il bene e il male, sulla precarietà delle certezze che si credono inscalfibili e che, crollando, confondono i rapporti e fanno strada alla paura. È il 1984 e a Breathed, in Ohio, in una giornata di caldo torrido, arriva improvvisamente il diavolo, rispondendo all’invito pubblicato sul giornale locale da Autopsy Bliss, avvocato solido, convinto della propria integrità morale, e padre del protagonista Fielding. È una notizia sconvolgente, e Satana è Sal, un impenetrabile ragazzino di colore che Fielding porta a casa ospitandolo. Nessuno sa da dove proviene, se ha o meno una famiglia, e il mistero da cui è avvolto persuade l’intera comunità del fatto che si tratti davvero di una presenza infernale e cattiva da debellare. Fino a che punto può spingersi l’essere umano stretto nella morsa di una minaccia? Chi sono i buoni?