Il romanzo psicologico ha la rara virtù di scrutare in profondità l’animo umano, di rivelare stanze nascoste della mente, mostrandoci territori inesplorati e spazi interiori che spesso abbiamo il timore di perlustrare a fondo. Di seguito cinque proposte imperdibili, storie dalle quali si uscirà inevitabilmente cambiati.
Fiori per Algernon di Daniel Keyes è un romanzo che esplora temi delicati come il pregiudizio e la consapevolezza di sé. Racconta la storia di Charlie Gordon, un ragazzo con un ritardo cognitivo ma desideroso di aumentare il suo quoziente di intelligenza e di comprendere il mondo che lo circonda. Charlie decide di sottoporsi alla stessa terapia sperimentale utilizzata in laboratorio sul topolino Algernon, ma questo percorso lo costringerà a confrontarsi con le sue paure più profonde, con la solitudine e i malintesi, lasciandogli addosso una moltitudine di quesiti sulla realtà delle relazioni e sulla complessità dell’essere umano. Scritto come se fosse un diario di bordo, questo romanzo ci permette di seguire i pensieri di un uomo che, in fondo, vuole solo sentirsi accettato dagli altri.
La colpa è mia di Andrea Donaera è un romanzo disturbante e provocatorio, che ci trascina in un mondo sommerso e torbido, quello degli incel, cioè uomini che non si sentono all’altezza degli standard imposti dalla società e riversano la propria frustrazione online con commenti misogini ed estremamente aggressivi nei confronti del mondo femminile. Bruno ha un lavoro precario come giornalista freelance, e la sua compagna Aby scopre di avere un cancro terminale. La notizia è devastante per entrambi, ma anziché consolidare la vicinanza tra i due, finirà per creare una spaccatura insanabile. L’epilogo della storia è scioccante, imprevedibile. Una storia che crea disorientamento nel lettore, in cui emergono isolamento sociale, traumi esistenziali e colpe interiorizzate, elementi che scatenano dinamiche con conseguenze irreversibili.
Anima di Wajdi Mouawad è una storia grottesca che ti obbliga a fermarti e a riflettere, a riprendere fiato prima di proseguire. È la storia di un uomo, Wahhch Debch, che torna a casa e trova sua moglie senza vita, immersa in una pozza di sangue. Non c’è nessun testimone eccetto uno: il gatto. Inizia così un viaggio disperato alla ricerca della verità, che avviene utilizzando un espediente narrativo molto originale. Ogni capitolo, infatti, è raccontato dal punto di vista di un diverso animale che ci espone quanto osservato e sentito dalla propria personale prospettiva. Un romanzo disturbante e di rara potenza, che esplora la reazione dell’uomo al dolore estremo, il processo di elaborazione del lutto e del trauma, nonché il conflitto tra istinto vendicativo e senso razionale di giustizia.
La campana di vetro di Sylvia Plath indaga il tema della depressione. La protagonista Esther Greenwood è una giovane donna che all’apparenza sembra possedere tutto, ma che in realtà vive attraversata da un profondo malessere esistenziale. Esther si sente impazzire, non riesce a gestire la pressione sociale, si sente costantemente sotto giudizio, e questo le provoca ansia, insicurezza e dolore. La campana di vetro è la prigione invisibile della nostra mente, che ci permette di vedere il mondo andare avanti restando fermi, senza riuscire a diventarne uno dei protagonisti. Un romanzo doloroso ma necessario.
I baffi di Emmanuel Carrère è un racconto breve ma incredibilmente scioccante, che esplora i temi della paranoia e dell’ossessione del giudizio altrui. Il protagonista decide di getto di tagliarsi i baffi che ormai porta da diversi anni, ma tutto prende una piega inaspettata quando si rende conto che nessuno si sia accorto del cambiamento, a partire da sua moglie Agnès fino ai suoi amici e colleghi di lavoro. Ma la cosa più strana è che tutti affermano che in realtà i baffi non siano mai esistiti sul viso dell’uomo, il quale sprofonderà in un vortice di follia e delirio di identità. Carrère, con il suo stile inconfondibile, ci mostra quanto la mente umana possa diventare una prigione quando il mondo esterno nega conferme e rassicurazioni.
Ilaria, Giunti al Punto Corigliano Calabro