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True crime: consigli di lettura per i fan del podcast "Indagini"

Ormai da qualche anno appare evidente un interesse sempre maggiore per il settore “true crime”, capace di conquistare attraverso vari media (canali Youtube, podcast dedicati, intere sezioni presenti nei più noti canali on demand) una larga fetta di pubblico, soprattutto fra i giovani, incuriositi dalle ricostruzioni di casi di cronaca nera e dalle riflessioni di natura psicologica e sociale che da esse scaturiscono. Grande successo ha avuto in tale opera di divulgazione il podcast “Indagini”, ideato e curato dal giornalista Stefano Nazzi per il giornale “Il Post”, in cui vengono affrontati noti casi di efferati crimini. Per tutti coloro che apprezzano tale argomento, ecco qualche proposta per approfondire casi più o meno noti del passato e del presente: 

 

La prima proposta non può che essere il libro di recente pubblicazione dello stesso Nazzi, Il volto del male (Mondadori), in cui il giornalista ricostruisce dieci casi di cronaca meno noti, indagando in modo chiaro e lucido la genesi e le azioni dei “mostri” che si sono macchiati di alcuni delitti efferati, spesso senza un chiaro movente. Ne viene fuori una vera disamina del male, quel male che citando Auden “non è spettacolare ma umano e dorme nel nostro letto e mangia al nostro tavolo”. 

 

Proseguiamo con Sulla tua pelle (Giunti) di Andrea Tortelli. Si tratta del resoconto di un vero e proprio caso di giornalismo investigativo condotto dallo stesso Tortelli che in poche ore, grazie al suo intuito e sfruttando i dettagli presenti in Rete, è riuscito a scoprire l’assassino di Carol Maltesi, giovane attrice hard barbaramente uccisa dal suo ex e vicino di casa. Il racconto di Tortelli non è solo la narrazione di un caso assurdo e crudele ma anche una riflessione su quanta solitudine vi sia dietro la patinata facciata dei social e delle amicizie virtuali. 

 

Il caso di Emanuela Orlandi rappresenta senz’altro uno dei casi irrisolti che più ha segnato la storia della cronaca italiana. Tra false piste, bugie e depistaggi, la fitta rete di misteri viene abilmente ricostruita in Addio Emanuela (Piemme). L'autrice, Maria Giovanna Maglie, tenta di fornire nuovi elementi che possano portare alla risoluzione del caso.

 

Il caso di Jean Claude Romand è un tipico esempio di “banalità del male”. Ne L'avversario (Adelphi) di Emmanuel Carrère c'è un uomo dalla vita ordinaria, rassicurante, una moglie e due figli in un perfetto quadro da famiglia perfetta. L’idillio, tuttavia, è pura finzione, una castello di illusioni costruito dalla personalità istrionica di Romand, il quale pur di non far smascherare la sue bugie preferisce sterminare la sua famiglia e i suoi genitori. L'autore ci racconta questa storia che appare incredibile in modo diretto ed essenziale, capace di turbare anche i lettori più smaliziati. 

 

Concludiamo con La città dei vivi (Einaudi) di Nicola Lagioia. Un saggio solido e incisivo in cui si ricostruisce non solo un omicidio apparentemente senza movente, quello del povero Luca Varani ad opera dei due giovani Marco Prato e Manuel Foffo, ma anche il degrado della città di Roma nei primi anni 2000 a cui sembra fare da contraltare il vuoto morale di un’intera generazione.  

 

           Silvia, libraia Giunti al Punto di Catanzaro 

 

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